Nuove tecnologie e impatto sociale in Europa
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Lo sviluppo accelerato del commercio elettronico durante la pandemia del Coronavirus avrà un impatto sul commercio mondiale anche nel periodo post-pandemia. Questa nuova forma di commercio richiede una nuova forma di organizzazione del lavoro. Le nuove forme di lavoro combinate al commercio elettronico e alle nuove forme di intelligenza artificiale rimettono in questione i sistemi democratici tradizionali e richiedono una nuova visione delle libertà individuali, dei diritti umani e del diritto del lavoro.

Di Mariarosaria Iorio, analista politica

La crisi sanitaria del Coronavirus ha accelerato la digitalizzazione dell’economia mondiale e europea. Attraverso l’uso della tecnologia, il commercio elettronico e la digitalizzazione dell’amministrazione pubblica l’Europa conta rispondere alle sfide dell’era post-moderna.

La Commissione europea ha pubblicato la strategia dell’Europa Compass  che propone di rendere l’Europa completamente digitale per il 2030.  L’Europa Compass prevede tra l’altro che:

  • L’80% degli adulti siano formati al digitale  
  • ¾ delle imprese usino cloud computer e intelligenza artificiale
  • La maggior parte dei servizi pubblici di base siano digitalizzati
  • I dossiers medici siano in versione elettronica e accessibili a tutti i cittadini
  • 5G sia disponibile su tutto il territorio europeo.

Nella tendenza alla generalizazione del digitale, c’é anche l’utilizzazione del telelavoro nell’amministrazione pubblica.  Visto all’inizio come una soluzione transitoria, il telelavoro potrebbe diventare la regola del futuro mondo del lavoro.    

Una nuova dinamica sociale e di lavoro si é ormai messa in moto. 

In effetti, l’utilizzo della tecnologia come mezzo per aumentare l’efficienza dei servizi pubblici ha portato con sé nuove sfide legate a una nuova visione della società.  

Una società digitale e capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del commercio internazionale e alle sfide del mondo globalizzato.  Nell’era post-moderna, la tecnologia é ormai  presentata come La soluzione ai problemi quotidiani dei cittadini.  

Il rapporto tra esseri umani si é trasformato, mentre l’articolazione tra vita pubblica e vita privata dei cittadini si é sfocata.   Gli schermi dei computers sono entrati nelle case riducendo il ruolo del lavoro come mezzo di integrazione sociale.  Lavorando da casa i legami sociali si  sono ridotti alla famiglia e, dove possibile, a pochi amici stretti conosciuti prima del lockdown

Gli spazi sociali sono ormai limitati agli appartamenti e alle case.  

La tecnologia ha reso ancora più performarti coloro che sanno lavorare da soli e in autonomia, lasciando indietro coloro che per molteplici ragioni erano meno performanti prima dell’avvento del telelavoro.  Una nuova dinamica lavorativa si é instaurata, rendendo le relazioni umane meno frequenti.

L’indipendenza individuale si é rinforzata, ma l’interdipendenza collettiva si é indembolita. La visione piatta dei visi dei colleghi e l’anonimato dei servizi in linea hanno probabilmente ridotto le perdite di tempo inutili legate alle conversazioni da ufficio, ma hanno anche indebolito il legame sociale.

A questa tendenza si aggiunge la frattura numerica tra generazioni legata all’accesso a internet e all’infrastruttura informatica per le classi meno abbienti e che rischia di marginalizzare una parte dei cittadini. 

Resta poi la questione del diritto del lavoro in un contesto che richiede sempre più flessibilità in termini di orari e di condizioni di impiego. Nuove forme di precarizzazione della relazione lavorativa si sono create portando instabilità sociale.  L’irruzione della tecnologia nella vita quotidiana dei cittadini e nel mondo del lavoro non é neutra.

La tecnologia cambia la socializzazione e formatta i cervelli umani.

All’uscita dalla crisi sanitaria, ci sveglieremo con un mondo diverso sia dal punto di vista sociale che economico. 

Una riflessione sulle conseguenze sociali della digitalizzazione sarà necessaria. Nel frattempo, bisognerà riapprendere a socializzare.

In conclusione, la digitalizzazione dell’economia fa sorgere la domanda del ruolo della politica nazionale nella promozione degli spazi di socialità perduti.  L’Europa non avendo competenze in matiera, lascerà agli stati membri il ruolo di promozione dei corpi intermediari che servono a ridurre le distanze tra esseri umani con servizi pubblici di assistenza.  La promozione sociale sarà necessaria per tenere coeso il tessuto sociale a livello nazionale.

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